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Dal Grand Tour alla Scoperta dell’Oriente– Quaderno –  di Umberto Chiaromanni

Dal Grand Tour alla Scoperta dell’Oriente– Quaderno –  di Umberto Chiaromanni

Facciamo “filò” – Gli studenti raccontano - Quaderno n° 7 –  a cura di Maria Giovanna Agostini

Facciamo “filò” – Gli studenti raccontano - Quaderno n° 7 –  a cura di Maria Giovanna Agostini

Siora Beta da la lingua s-ceta– Quaderno – di Gianfranco Pontini

L’attuale attenzione ed interesse ai proverbi e modi di dire deriva anche dall’attenzione dell’identità storica delle comunità e dal bisogno di riappropriarsi del senso di appartenenza in un epoca di globalizzazione e di società multietica. Che dire di  questa eredità della nostra cultura popolare? Oggi si  tende a considerarla in modo improprio: definirla una sottocultura è riduttivo
perché ne sminuisce il significato, è però un errore storico affermare (come fa un certo miope localismo) che essa rappresenti la forma ideale della saggezza.

Siora Beta da la lingua s-ceta– Quaderno – di Gianfranco Pontini

L’attuale attenzione ed interesse ai proverbi e modi di dire deriva anche dall’attenzione dell’identità storica delle comunità e dal bisogno di riappropriarsi del senso di appartenenza in un epoca di globalizzazione e di società multietica. Che dire di  questa eredità della nostra cultura popolare? Oggi si  tende a considerarla in modo improprio: definirla una sottocultura è riduttivo
perché ne sminuisce il significato, è però un errore storico affermare (come fa un certo miope localismo) che essa rappresenti la forma ideale della saggezza.

Dal silenzio i ricordi”  -  Quaderno -  di Androniky Stavridis

Una storia che continua il filone della “memoria” dei nostri studenti di cui abbiamo già detto.Una storia personale che ha l’opportunità di collocarsi dentro le grandi trasformazioni sociali del nostro paese, il miracolo economico, il ’68, l’emancipazione
femminile e i cambiamenti profondi di costume e di sensibilità, tutte cose che si riverberano puntualmente nella vita della scuola, tutt’altro che staccata dal mondo che la circonda. E naturalmente nella maturazione della protagonista.In questo senso l’aspetto del femminile risulta determinante, come risulta assolutamente di rilievo l’aspetto emancipatorio, di evoluzione della sensibilità in relazione al privato, ai rapporti consolidati, educativi, familiari e così via.Tutti temi che sono puntualmente presenti nel testo e che confluiscono in quella ricollocazione epocale del femminile che mette in ombra ruoli ed attività tradizionali ed approda al “prendersi cura”, diventando contemporaneamente presa di coscienza personale e modifica dei contenuti e degli
atteggiamenti educativi di una scuola che si mette in sintonia con i tempi.

Dal silenzio i ricordi”  -  Quaderno -  di Androniky Stavridis

Una storia che continua il filone della “memoria” dei nostri studenti di cui abbiamo già detto.Una storia personale che ha l’opportunità di collocarsi dentro le grandi trasformazioni sociali del nostro paese, il miracolo economico, il ’68, l’emancipazione
femminile e i cambiamenti profondi di costume e di sensibilità, tutte cose che si riverberano puntualmente nella vita della scuola, tutt’altro che staccata dal mondo che la circonda. E naturalmente nella maturazione della protagonista.In questo senso l’aspetto del femminile risulta determinante, come risulta assolutamente di rilievo l’aspetto emancipatorio, di evoluzione della sensibilità in relazione al privato, ai rapporti consolidati, educativi, familiari e così via.Tutti temi che sono puntualmente presenti nel testo e che confluiscono in quella ricollocazione epocale del femminile che mette in ombra ruoli ed attività tradizionali ed approda al “prendersi cura”, diventando contemporaneamente presa di coscienza personale e modifica dei contenuti e degli
atteggiamenti educativi di una scuola che si mette in sintonia con i tempi.

Università della Terza Età e cultura locale. Atti del Convegno Nazionale per il ventennale dell’UNITRE Venezia Mestre, tenuto a Mestre il 13 e 14 novembre 2004 presso il Centro Culturale Candiani

.. dobbiamo imparare a produrre cultura … dobbiamo imparare a trasferire alle giovani generazioni la cultura nostra e dei nostri padri, le nostre conoscenze, le nostre esperienze e i nostri ideali per i quali abbiamo vissuto e combattuto. Per  conseguire questo obiettivo dobbiamo invitare e sollecitare i nostri studenti a partecipare a laboratori, cioè a occasioni in cui, oltre ad ascoltare quello che dice l’insegnante, ed in seguito a questo, ciascuno rielabora la materia trattata e ne produce una sua versione e, comunque, tutti insieme ne elaborano una versione collettiva.Quindi, pur  continuando i normali corsi tradizionali, molto importanti per conseguire il  primo dei nostri obiettivi (mantenere attiva la mente), dobbiamo orientarci a organizzare più laboratori su argomenti diversi: di scrittura, di fotografia, di  disegno e pittura, di produzione video, di storia, di “filò”, di coltivazione bonsai, come già facciamo  ed altri ancora.

Università della Terza Età e cultura locale. Atti del Convegno Nazionale per il ventennale dell’UNITRE Venezia Mestre, tenuto a Mestre il 13 e 14 novembre 2004 presso il Centro Culturale Candiani

.. dobbiamo imparare a produrre cultura … dobbiamo imparare a trasferire alle giovani generazioni la cultura nostra e dei nostri padri, le nostre conoscenze, le nostre esperienze e i nostri ideali per i quali abbiamo vissuto e combattuto. Per  conseguire questo obiettivo dobbiamo invitare e sollecitare i nostri studenti a partecipare a laboratori, cioè a occasioni in cui, oltre ad ascoltare quello che dice l’insegnante, ed in seguito a questo, ciascuno rielabora la materia trattata e ne produce una sua versione e, comunque, tutti insieme ne elaborano una versione collettiva.Quindi, pur  continuando i normali corsi tradizionali, molto importanti per conseguire il  primo dei nostri obiettivi (mantenere attiva la mente), dobbiamo orientarci a organizzare più laboratori su argomenti diversi: di scrittura, di fotografia, di  disegno e pittura, di produzione video, di storia, di “filò”, di coltivazione bonsai, come già facciamo  ed altri ancora.

Facciamo “Filò”   -  Quaderno 3  -  Brani tratti dal laboratorio “Facciamo Filò” dell’anno scolastico 2004/05  -  a cura di Maria Giovanna Agostani, Celestina Beneforti e Nella Castana

Si rimanda a quanto già detto al punto precedente. La raccolta dei brani è analoga a quella di cui al punto precedente ma è relativa all’anno scolastico successivo.

Facciamo “Filò”   -  Quaderno 3  -  Brani tratti dal laboratorio “Facciamo Filò” dell’anno scolastico 2004/05  -  a cura di Maria Giovanna Agostani, Celestina Beneforti e Nella Castana

Si rimanda a quanto già detto al punto precedente. La raccolta dei brani è analoga a quella di cui al punto precedente ma è relativa all’anno scolastico successivo.

 Facciamo “Filò”  -  Quaderno 1  -  Brani tratti dal laboratorio “Facciamo Filò” dell’anno scolastico 2003/04  -  a cura di Maria Giovanna Agostini, Celestina Beneforti e Nelle Castana

Questo quaderno, ed il corso nel quale è stato studiato e prodotto, è uno dei modi attraverso i quali cerchiamo di realizzare l’obiettivo di aiutare i soci studenti a trasferire le proprie conoscenze ed esperienze alle giovani generazioni.Sappiamo che non è facile far arrivare questo nostro messaggio ai giovani di oggi, sommersi come sono da tanti altri impegni ed attività e orientati, attraverso i sistemi di comunicazione di massa ora disponibili, verso una cultura etropolitana collettiva e uniforme. Siamo però certi che, se riuscissimo a farlo conoscere e capire anche solo ad alcuni di loro, avremmo ottenuto un grande risultato. Pensate un attimo a come potrebbe essere sorpreso un adolescente se, dopo aver capito l’atmosfera e lo spirito di una serata di “filò” cercasse di confrontarla con le sensazioni e atmosfera di una sua serata in discoteca e vi trovasse dei punti di contatto? Può darsi che non riusciremo a trasmettere questi nostri lembi di vita vissuta, con i loro sentimenti e le loro aspettative, le loro ansie e le loro speranze e che nascondevano i nostri progetti e le nostre paure, ma dobbiamo comunque  tentare.E’ un nostro impegno e un nostro dovere morale verso le nuove generazioni.

 Facciamo “Filò”  -  Quaderno 1  -  Brani tratti dal laboratorio “Facciamo Filò” dell’anno scolastico 2003/04  -  a cura di Maria Giovanna Agostini, Celestina Beneforti e Nelle Castana

Questo quaderno, ed il corso nel quale è stato studiato e prodotto, è uno dei modi attraverso i quali cerchiamo di realizzare l’obiettivo di aiutare i soci studenti a trasferire le proprie conoscenze ed esperienze alle giovani generazioni.Sappiamo che non è facile far arrivare questo nostro messaggio ai giovani di oggi, sommersi come sono da tanti altri impegni ed attività e orientati, attraverso i sistemi di comunicazione di massa ora disponibili, verso una cultura etropolitana collettiva e uniforme. Siamo però certi che, se riuscissimo a farlo conoscere e capire anche solo ad alcuni di loro, avremmo ottenuto un grande risultato. Pensate un attimo a come potrebbe essere sorpreso un adolescente se, dopo aver capito l’atmosfera e lo spirito di una serata di “filò” cercasse di confrontarla con le sensazioni e atmosfera di una sua serata in discoteca e vi trovasse dei punti di contatto? Può darsi che non riusciremo a trasmettere questi nostri lembi di vita vissuta, con i loro sentimenti e le loro aspettative, le loro ansie e le loro speranze e che nascondevano i nostri progetti e le nostre paure, ma dobbiamo comunque  tentare.E’ un nostro impegno e un nostro dovere morale verso le nuove generazioni.

Scolta che te digo - Quaderno 2  -  di Giovanni Fiorin   -  a cura di Gianfranco Pontini

Il lavoro intrapreso da tempo dall’UNITRE Venezia Mestre sulla memoria e sul recupero del vissuto e degli interessi delle persone,mostra ormai una certa continuità, ben rappresentata dalla pubblicazione dei “Quaderni”. In questo caso sono le ezioni
del corso di Storia di Venezia del Prof. Gianfranco Pontini che hanno prodotto dibattito, hanno risvegliato passioni culturali e hanno fatto emergere potenzialità e risorse per molti versi sorprendenti.
Il testo di  Giovanni Fiorin che presentiamo rappresenta una ulteriore conferma del protagonismo dei nostri associati, adulti ed anziani, e di come sappiano inserirsi nel dibattito culturale in modo autonomo e del tutto personale.Anche il veneziano, così complesso e ricco di sfumature, che viene usato nel testo, fa gioco ad un racconto che assume un sapore particolare, sia quando è strettamente autobiografico ed attraversa momenti e situazioni della storia recente, vissuta e sofferta in prima persona, sia quando rivisita in modo creativo la “lunga durata” e la grande storia della “Serenissima” mettendone in luce e valorizzandone sfaccettature ed episodi.

Scolta che te digo - Quaderno 2  -  di Giovanni Fiorin   -  a cura di Gianfranco Pontini

Il lavoro intrapreso da tempo dall’UNITRE Venezia Mestre sulla memoria e sul recupero del vissuto e degli interessi delle persone,mostra ormai una certa continuità, ben rappresentata dalla pubblicazione dei “Quaderni”. In questo caso sono le ezioni
del corso di Storia di Venezia del Prof. Gianfranco Pontini che hanno prodotto dibattito, hanno risvegliato passioni culturali e hanno fatto emergere potenzialità e risorse per molti versi sorprendenti.
Il testo di  Giovanni Fiorin che presentiamo rappresenta una ulteriore conferma del protagonismo dei nostri associati, adulti ed anziani, e di come sappiano inserirsi nel dibattito culturale in modo autonomo e del tutto personale.Anche il veneziano, così complesso e ricco di sfumature, che viene usato nel testo, fa gioco ad un racconto che assume un sapore particolare, sia quando è strettamente autobiografico ed attraversa momenti e situazioni della storia recente, vissuta e sofferta in prima persona, sia quando rivisita in modo creativo la “lunga durata” e la grande storia della “Serenissima” mettendone in luce e valorizzandone sfaccettature ed episodi.

“Zibaldoni vari”  -  raccolta di scritti di Lorenzo Rubini a cura di Anna Maria Di Piero

“In tutte le occasioni in cui si parla di educazione permanente si fa riferimento al  protagonismo dei soggetti: i nostri studenti non sono ascoltatori passivi ma sono protagonisti di un incontro in cui portano il loro bagaglio culturale, la loro curiosità, la loro voglia di imparare ma anche di incidere con le loro testimonianze, con la loro esperienza, il loro vissuto. Per noi  queste affermazioni hanno un fondamento di verità che ben si coglie se guardiamo allo sviluppo della nostra Associazione. Il testo
che stampiamo rappresenta un punto di arrivo, una sintesi veramente ammirevole del percorso di un iscritto che spazia su tutto, con competenza e senza strafare, e riesce a fare i conti con la complessità dei problemi del suo tempo.”

“Zibaldoni vari”  -  raccolta di scritti di Lorenzo Rubini a cura di Anna Maria Di Piero

“In tutte le occasioni in cui si parla di educazione permanente si fa riferimento al  protagonismo dei soggetti: i nostri studenti non sono ascoltatori passivi ma sono protagonisti di un incontro in cui portano il loro bagaglio culturale, la loro curiosità, la loro voglia di imparare ma anche di incidere con le loro testimonianze, con la loro esperienza, il loro vissuto. Per noi  queste affermazioni hanno un fondamento di verità che ben si coglie se guardiamo allo sviluppo della nostra Associazione. Il testo
che stampiamo rappresenta un punto di arrivo, una sintesi veramente ammirevole del percorso di un iscritto che spazia su tutto, con competenza e senza strafare, e riesce a fare i conti con la complessità dei problemi del suo tempo.”

 Stampa di un calendario 2003 a dodici fogli (cm. 21 x 31)
contenente una selezione di poesie di nostri studenti già pubblicate in passati
numeri della rivista “Il Gabbiano Felice”

“Questo
calendario deve farvi ricordare la nostra Università e la forza creativa dei
nostri studenti. Le poesie che scandiscono i mesi … nelle nostre intenzioni
potrebbero servire a promuovere altre creatività.

rn

E’ questo
lo scopo dichiarato della nostra Associazione: far emergere il protagonismo e la
voglia di raccontare di tutti.”

 Stampa di un calendario 2003 a dodici fogli (cm. 21 x 31)
contenente una selezione di poesie di nostri studenti già pubblicate in passati
numeri della rivista “Il Gabbiano Felice”

“Questo
calendario deve farvi ricordare la nostra Università e la forza creativa dei
nostri studenti. Le poesie che scandiscono i mesi … nelle nostre intenzioni
potrebbero servire a promuovere altre creatività.

rn

E’ questo
lo scopo dichiarato della nostra Associazione: far emergere il protagonismo e la
voglia di raccontare di tutti.”

"El campanon - Ricordi di Venezia degli studenti dell'Università della Terza Età Venezia Mestre" - - a cura di Ada Di Nola e Antonio Socal - dicembre 2001. -

"La memoria è una miniera nella quale scavare alla ricerca di preziosi frammenti del nostro passato, di quello che resta del sempre più sfocato mondo tradizionale, non per rispondere ad intellettualismi di moda o per obbedire a curiosità folkloristiche, ma per disseppellire quanto è ancora vivo di un universo che va scomparendo. E' questa una operazione di recupero che l'Università della Terza Età Venezia Mestre sta portando avanti, sia per quanto riguarda la memoria individuale sia per quanto riguarda quella collettiva. La raccolta di testi che vi presentiamo , ci propone una Venezia viva, la Venezia dei veneziani, quella che non c'è più. Non la Venezia dei turisti e neppure quella "alta" e un po' esclusiva delle grandi manifestazioni culturali, ma la Venezia dei bambini che giocano nei campielli e delle nonne che raccontano favole."

"El campanon - Ricordi di Venezia degli studenti dell'Università della Terza Età Venezia Mestre" - - a cura di Ada Di Nola e Antonio Socal - dicembre 2001. -

"La memoria è una miniera nella quale scavare alla ricerca di preziosi frammenti del nostro passato, di quello che resta del sempre più sfocato mondo tradizionale, non per rispondere ad intellettualismi di moda o per obbedire a curiosità folkloristiche, ma per disseppellire quanto è ancora vivo di un universo che va scomparendo. E' questa una operazione di recupero che l'Università della Terza Età Venezia Mestre sta portando avanti, sia per quanto riguarda la memoria individuale sia per quanto riguarda quella collettiva. La raccolta di testi che vi presentiamo , ci propone una Venezia viva, la Venezia dei veneziani, quella che non c'è più. Non la Venezia dei turisti e neppure quella "alta" e un po' esclusiva delle grandi manifestazioni culturali, ma la Venezia dei bambini che giocano nei campielli e delle nonne che raccontano favole."

"Proverbi venessiani" - di Gianfranco Pontini - dicembre 1999. -

Mia nonna aveva un proverbio adatto a ogni situazione e lo tirava fuori tutte le volte che se ne presentava l'occasione. I proverbi, un tempo, "saggezza del popolo".  Gianfranco Pontini, a chiusura di ogni sua lezione sulla "Storia di Venezia", ne proponeva e commentava uno con grande attenzione e piacere degli studenti." Spesso gli studenti intervenivano per completare la presentazione del docente con esperienze e ricordi personali. " Ora Pontini ha raccolto questi proverbi veneziani e li ha commentati, in veneziano, col suo solito stile brillante e piacevole."

"Proverbi venessiani" - di Gianfranco Pontini - dicembre 1999. -

Mia nonna aveva un proverbio adatto a ogni situazione e lo tirava fuori tutte le volte che se ne presentava l'occasione. I proverbi, un tempo, "saggezza del popolo".  Gianfranco Pontini, a chiusura di ogni sua lezione sulla "Storia di Venezia", ne proponeva e commentava uno con grande attenzione e piacere degli studenti." Spesso gli studenti intervenivano per completare la presentazione del docente con esperienze e ricordi personali. " Ora Pontini ha raccolto questi proverbi veneziani e li ha commentati, in veneziano, col suo solito stile brillante e piacevole."

"Kriegsgefangene n°63579 VI-F - Prigioniero di guerra n°63579 VI-F2 - di Sergio Solari - ottobre 2000. -

"Le persone della nostra generazione, che hanno vissuto la guerra 1940/45 all'epoca della loro giovinezza, hanno una certa ritrosia a parlarne e a raccontare le loro esperienze, quasi volessero in questo modo esorcizzarla cancellandone gli orrori, anche dalla loro memoria.  Sergio Solari non aveva nessuna intenzione di pubblicare questo suo "Diario  così vivo, così toccante nella sua semplicità, nella sua mancanza di retorica; lo aveva scritto per i suoi nipoti, per farli partecipi di una sua esperienza così importante, perchè voleva che quel periodo del quale la società attuale porta ancora i segni non fosse ridotto per loro a qualche frase sul libro di storia. Crediamo che per Sergio scrivere questo "Diario" fosse una specie di obbligo morale nei confronti di quelli che erano stati i suoi compagni di allora e di tutti quelli che sono venuti dopo e non sanno."

"Kriegsgefangene n°63579 VI-F - Prigioniero di guerra n°63579 VI-F2 - di Sergio Solari - ottobre 2000. -

"Le persone della nostra generazione, che hanno vissuto la guerra 1940/45 all'epoca della loro giovinezza, hanno una certa ritrosia a parlarne e a raccontare le loro esperienze, quasi volessero in questo modo esorcizzarla cancellandone gli orrori, anche dalla loro memoria.  Sergio Solari non aveva nessuna intenzione di pubblicare questo suo "Diario  così vivo, così toccante nella sua semplicità, nella sua mancanza di retorica; lo aveva scritto per i suoi nipoti, per farli partecipi di una sua esperienza così importante, perchè voleva che quel periodo del quale la società attuale porta ancora i segni non fosse ridotto per loro a qualche frase sul libro di storia. Crediamo che per Sergio scrivere questo "Diario" fosse una specie di obbligo morale nei confronti di quelli che erano stati i suoi compagni di allora e di tutti quelli che sono venuti dopo e non sanno."

"Storia di Venezia - momenti e aspetti" - parte prima - Appunti dalle lezioni del corso triennale 1995/98 - di Gianfranco Pontini - settembre 1998. -

Sono presentati alcuni materiali tratti dalle lezioni del corso "Storia di Venezia" tenuto dall'autore negli ultimi tre anni. Le lezioni sono state arricchite dagli interventi (anche scritti) degli studenti che hanno seguito molto numerosi e interessati i corsi, tanto da creare un'atmosfera, percepibile, di comune appartenenza.

"Storia di Venezia - momenti e aspetti" - parte prima - Appunti dalle lezioni del corso triennale 1995/98 - di Gianfranco Pontini - settembre 1998. -

Sono presentati alcuni materiali tratti dalle lezioni del corso "Storia di Venezia" tenuto dall'autore negli ultimi tre anni. Le lezioni sono state arricchite dagli interventi (anche scritti) degli studenti che hanno seguito molto numerosi e interessati i corsi, tanto da creare un'atmosfera, percepibile, di comune appartenenza.

".. di segno in segno .." - manuale di disegno di Frank Payne Malvolti - novembre 1998 -

"La passione per il disegno non è solo prerogativa di chi nasce con questo talento  Nella barca dell'Arte, il talento è un remo, l'altro è la tecnica. Chi ha facilità nel disegno arriverà con più facilità a riprodurre quella realtà che il metodico applicatore delle tecniche realizzerà più lentamente, ma entrambi potranno raggiungere risultati soddisfacenti."

".. di segno in segno .." - manuale di disegno di Frank Payne Malvolti - novembre 1998 -

"La passione per il disegno non è solo prerogativa di chi nasce con questo talento  Nella barca dell'Arte, il talento è un remo, l'altro è la tecnica. Chi ha facilità nel disegno arriverà con più facilità a riprodurre quella realtà che il metodico applicatore delle tecniche realizzerà più lentamente, ma entrambi potranno raggiungere risultati soddisfacenti."

La Città che Cambia: il Borgo della Salute - A cura di Domenico Canciani. - aprile 1991

E' il risultato di un lavoro di ricerca seminariale condotto da appartenenti a tre diverse associazioni: "storiaMestre" per la consulenza storica, il "Movimento di Cooperazione Educativa" per il coordinamento didattico e, soprattutto, la Università della Terza Età Venezia Mestre i cui membri sono staticontemporaneamente testimoni e conduttori della ricerca.Il libro racconta la vicenda del "Borgo della Salute", un quartiere di Mestre oggi invisibile agli occhi dei più giacchè, integrato nel centro cittadino, ha perduto le caratteristiche che lo rendevano diverso e riconoscibile. La ricostruzione delle vicende storiche della città, viste dall'angolatura del Borgo, aiuta a dare significato alle vicende umane che in quel luogo si sono succedute: così le testimonianze raccolte nella seconda parte ci aiutano a leggere le storie nel contesto di una "storia" che riguarda tutti.

La Città che Cambia: il Borgo della Salute - A cura di Domenico Canciani. - aprile 1991

E' il risultato di un lavoro di ricerca seminariale condotto da appartenenti a tre diverse associazioni: "storiaMestre" per la consulenza storica, il "Movimento di Cooperazione Educativa" per il coordinamento didattico e, soprattutto, la Università della Terza Età Venezia Mestre i cui membri sono staticontemporaneamente testimoni e conduttori della ricerca.Il libro racconta la vicenda del "Borgo della Salute", un quartiere di Mestre oggi invisibile agli occhi dei più giacchè, integrato nel centro cittadino, ha perduto le caratteristiche che lo rendevano diverso e riconoscibile. La ricostruzione delle vicende storiche della città, viste dall'angolatura del Borgo, aiuta a dare significato alle vicende umane che in quel luogo si sono succedute: così le testimonianze raccolte nella seconda parte ci aiutano a leggere le storie nel contesto di una "storia" che riguarda tutti.

'Terza Età: verso una dimensione progettuale' - Atti del Convegno per il decennale dell'Università (1985 / 1995) tenuto a Mestre l'11 e il 12 marzo 1996 - A cura di Bruna Bressan e Ada Di Nola. - giugno 1996 - aprile 1991.

'  .. più una  .... più una persona è occupata e costretta ad affrontare nuove sfide fisiche e mentali, più aumentano le sue possibilià di vivere a lungo e felicemente. Ed è quello che noi cerchiamo di fare nella nostra Università attraverso corsi di discipline diverse e altre iniziative che, oltre ad essere strumento diarricchimento culturale della persona, siano di stimolo per una partecipazione attiva alla vita sociale e per un costruttivo rapporto con le generazioni più giovani.' E, proprio per questo, dobbiamo continuare a fare progetti per il nostro futuro..

'Terza Età: verso una dimensione progettuale' - Atti del Convegno per il decennale dell'Università (1985 / 1995) tenuto a Mestre l'11 e il 12 marzo 1996 - A cura di Bruna Bressan e Ada Di Nola. - giugno 1996 - aprile 1991.

'  .. più una  .... più una persona è occupata e costretta ad affrontare nuove sfide fisiche e mentali, più aumentano le sue possibilià di vivere a lungo e felicemente. Ed è quello che noi cerchiamo di fare nella nostra Università attraverso corsi di discipline diverse e altre iniziative che, oltre ad essere strumento diarricchimento culturale della persona, siano di stimolo per una partecipazione attiva alla vita sociale e per un costruttivo rapporto con le generazioni più giovani.' E, proprio per questo, dobbiamo continuare a fare progetti per il nostro futuro..

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